21 Ottobre 2020
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Da aprile l´estratto conto va al Fisco. Ecco i dati che verranno trasmessi

18-03-2013 13:12 - NEWS GENERICHE
Il lungo addio del segreto bancario giunge al suo epilogo. Dopo ripetuti rinvii, il D-Day del Fisco è fissato il 10 aprile, data entro la quale banche, Sgr, Sim, assicurazioni, fiduciarie devono trasmettere all´Agenzia delle Entrate i dati relativi ai rapporti finanziari dei clienti attivi nel 2011. Entro il 18 luglio passeranno al Fisco quelli per il 2012; entro il 31 marzo 2014 quelli del 2013.
La "sentenza capitale" era stata scritta alla fine dell´anno scorso dalla manovra "salva Italia". Nell´ambito della lotta all´evasione fiscale, l´art. 11 del decreto ha reso automatico il controllo delle movimentazioni finanziarie. Il Garante per la privacy era intervenuto a più riprese ponendo paletti che hanno congelato la procedura. Alle radici delle perplessità sollevate dall´Authority vi era la presunta l´inadeguatezza tecnologica del canale di trasmissione dei dati, che avrebbe messo a rischio la sicurezza del dato informatico. L´infrastruttura tecnologica è stata cambiata e il vecchio servizio Entratel ha ceduto il passo al Sid (Sistema di interscambio) che consente di automatizzare le procedure di trasmissione con meccanismi di estrazione, composizione, compressione e cifratura dei dati.
Il semaforo verde da parte dell´Authority è scattato lo scorso novembre e adesso le danze possono avere inizio, eventualmente rallentate dall´enorme mole di dati da verificare: i rapporti finanziari censiti nel 2011 erano circa 600 milioni, dieci per ciascun italiano.

Ecco una sintesi dei dati che saranno inviati dagli intermediari all´Agenzia delle Entrate:
● Conto corrente o deposito: saldo contabile a inizio e fine anno; importo totale addebiti e accrediti nel corso dell´anno.
● Conto titoli: controvalore dei titoli rilevato contabilmente a fine anno e alla fine dell´anno precedente (come da estratto conto); l´importo totale degli acquisti di titoli, fondi e via dicendo effettuati nel corso dell´anno e l´importo totale dei disinvestimenti.
● Carta di credito o di debito: utilizzo del plafond di spesa alla fine dell´anno precedente e a fine anno; importo totale degli acquisti effettuati nel corso dell´anno; nel caso di carte prepagate l´importo totale delle ricariche o delle carte acquistate.
● Fondo comune di investimento: ammontare del contratto di gestione a fine anno e alla fine dell´anno precedente; importo totale delle sottoscrizioni di quote nell´anno e dei rimborsi.
● Gestione patrimoniale: valore globale del patrimonio a fine anno e alla fine dell´anno prima; l´importo totale degli apporti nel corso dell´anno e quello dei prelievi.
● Certificati di deposito e buoni fruttiferi: totale degli importi facciali a fine anno e alla fine dell´anno precedente; importo totale delle accensioni e delle estinzioni nel corso dell´anno (escluse quelle transitate su un deposito titoli)

Sono escluse le operazioni tramite bollettino di conto corrente postale di importo unitario inferiore a 1.500 euro.

L´obiettivo, vale la pena ricordarlo, è recuperare una parte dei 120 miliardi di euro che - secondo le dichiarazioni del ministro Passera - vengono sottratti al fisco ogni anno (in media 3mila per ogni contribuente italiano). Una cifra che da sola basterebbe a pagare gli interessi su tutto il nostro debito pubblico.

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